PROFILO DELLA CITTÀ

a cura di di Mariada Cerullo

Profilo

Melfi è una cittadina situata su una collina alle falde del Monte Vulture, un vulcano spento dell’Appennino Lucano, a 530 m  s.l.m.
Il suo territorio ha una superficie di 215,15 Kmq e comprende le frazioni di Foggianello, Foggiano e San Giorgio.

Conta circa 18000 abitanti.

Si trova nell’Italia Meridionale, precisamente in Basilicata, in provincia di Potenza, il capoluogo della regione.

Altra provincia è Matera.

Parte della popolazione è impiegata nel settore terziario, parte è dedita all’agricoltura.

Vengono coltivati in collina l’olivo e la vite, da cui si producono olio e vino di ottima qualità.

Rinomato è l’Aglianico del Vulture DOC prodotto anche nei comuni limitrofi.

Vi sono molti castagneti e la produzione delle castagne dà vita alla “Sagra della varola”, una festa ormai conosciuta in tutta Italia tanto da attrarre ogni anno nel penultimo week end di ottobre un numero di turisti sempre maggiore.

Importante anche la festa sacro-folkloristica detta dello Spirito Santo, che si celebra il giorno di Pentecoste.

In pianura, nei pressi del fiume Ofanto, che attraversa il territorio e che divide la Basilicata dalla Campania e dalla Puglia, vi sono grandi estensioni di terreno coltivato a grano.

In questa stessa piana, denominata San Nicola, dal 1982 sono sorti numerosi insediamenti industriali, seguiti poi nel 1992 dallo Stabilimento SATA della FIAT e dal suo indotto.

Oggi Melfi rappresenta uno dei maggiori nuclei industriali del Meridione.

Il paese è ben collegato sia per via stradale che ferroviaria.

Vi sono molti servizi di autolinee che permettono di raggiungere Napoli, Bari, Roma, molte città del Nord ed anche paesi vicini in tempi brevi.

In contrada Sant’Abruzzese, a monte della stazione ferroviaria, vi è un complesso di impianti sportivi, stadio Arturo Valerio, campi da tennis, piscina, molto frequentati ed il centro AIAS, che è dotato di maneggio.

Nel 1998 è stato inaugurato il Palazzetto dello Sport, nel rione Valleverde, dove i ragazzi praticano basket e pallavolo anche a livello agonistico.

Sono presenti oltre alle scuole dell’infanzia, elementari e medie anche il Liceo Scientifico, il Liceo Artistico, l’Istituto Tecnico Industriale, l’Istituto Professionale, l’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri, l’Istituto Alberghiero.

Tutte queste scuole, a breve, faranno parte del “Campus” denominato la “Cittadella dei saperi”, che sorgerà nel rione Valleverde.
In contrada Bicocca, località Pisciolo, sono sorti molti complessi edilizi destinati ad uso abitativo e ad uffici, la zona è in via di espansione.

Il centro storico è una ricchezza artistica entro cui sono conservati in ottimo stato, tra l’altro, le mura bastionate, il Castello e la Cattedrale. 

Il Castello fu eletto a sede da Federico II di Svevia (1194-1250), fu qui che fece redigere Le Costituzioni di Melfi (1231).

Al suo interno vi è il Museo Nazionale del Melfese dove sono custoditi reperti databili dall’VIII al IV sec a.C.

Si può, inoltre, ammirare il Sarcofago di Rapolla, opera di botteghe artigiane dell’Asia Minore intorno al II sec d.C.

La Cattedrale è stata fatta costruire da Roberto il Guiscardo nel sec XI, ha subìto varie ristrutturazioni, anche di stile barocco, dopo i frequenti terremoti.

Tanti sono i portali, le porte e gli stemmi, in stili diversi, che testimoniano la storia della cittadina.
La porta Venosina è l’unica rimasta ancora intatta.

Le chiese rupestri, presenti nel territorio, ricordano il passaggio nella zona dei monaci basiliani.

Uniche sono le masserie “regie” dalla tipica architettura rurale.

Vicino a Melfi, a soli 16 Km sorge Monticchio con i suoi meravigliosi laghi vulcanici e l’abbazia di san Michele, protettore dei boschi Vulturini.

Clima e Territorio

Il clima è di tipo semi-continentale con inverni freddi e spesso nevosi ed estate fresche e temporalesche.

Vi è anche una notevole escursione termica sia diurna che stagionale.

In tutta l’area collinare che dalle pendici del Vulture scende alla vallata dell’Ofanto il clima è più mite d’inverno con temperature estreme che in rarissimi casi scende sotto lo zero gradi centigradi.

In particolare il clima risulta più caldo nella parte occidentale della subregione del Vulture-Melfese dove la temperatura media annua supera i 20 °C.

Nella parte Orientale il clima è più fresco ed uniforme con temperature medie di 17 °C ed è favorevole alle coltivazione nel periodo maggio-ottobre.

Le precipitazioni cadono in media per 750 mm all’anno.

Le quantità vanno aumentando con l’altitudine da Nord Est verso Sud Ovest, passando da 500 mm nell’area Nord Est, ad oltre 800 mm all’anno tra il Monte Vulture ed i laghi di Monticchio,  come a Melfi a causa della sua ubicazione ed esposizione.

Il 65% delle precipitazioni cadono nel semestre autunno-inverno, un quarto della pioggia annua cade in primavera favorendo lo sviluppo  vegetativo.

L’edificio vulcanico del Vulture, vulcano spento, 1326 m s.l.m., ha forma tronco-conica e la sommità è caratterizzata da una cresta irregolare con sette cime tra cui la più alta è denominata “Pizzuto di Melfi” (m 1326). Su quest’ultima è stata posta una grande croce per volontà di Mons. Camassa a ricordo del Giubileo del 1900. La base dell’edificio ha contorno sfrangiato e si sviluppa a quote diverse, in conseguenza dell’adattamento delle preesistenti forme del terreno e a causa delle successive azioni erosive. L’età del Vulture è post-calabriana, circa 800.000 anni fa, la sua attività si è esplicata fino al pleistocene medio (circa 400.000 anni fa).

Studi recenti fanno corrispondere gli ultimi prodotti vulcanici a circa 140.000 anni fa.

In alcune lave ed in particolare in quelle che costituiscono il basamento del centro storico vi è un’alta concentrazione di un particolare minerale: l’HAUYNA, che si presenta in cristalli molto sviluppati.
Questa particolarità è unica al mondo e per questo motivo tali rocce sono denominate HAUYNOFIRO di Melfi.

Flora e fauna

Il clima e la natura del terreno condizionano il paesaggio vegetale.

Si possono distinguere tre fasce di vegetazione.

La zona di pianura e di collina fino a 500-600 m di altitudine è favorevole alla flora di tipo mediterraneo con boschi di alto fusto latifoglie: pioppo, ontano , frassino, olmo, salice.

Tra i 600 m ed i 1000 m di altitudine si alternano boschi, prati e vegetazione rupestre.

Tra le piante d’alto fusto predomina il cerro, il farnetto e varietà di querce, elci (nel territorio di Monticchio) e castagni (nella zona del Monte Vulture).

Tra le essenze vegetali spicca la ginestra.

Tra i 1000 m e i 1326 m di altitudine domina la faggeta, che si accompagna nelle zone più basse al castagneto.

La vegetazione spontanea conta oltre 970 varietà, che vivono nel sottobosco insieme a colture specializzate quali la vite e l’olivo.

Sulle pendici settentrionali del Monte Vulture vanno ricordate la quercia, il cerro ed il faggio.

Tra le specie arboree ed arbustive diffuse nei campi e nei vigneti di particolare interesse sono una graminacea, l’Arundo donax, a forte sviluppo esterno, che viene coltivata per i fusti usati per il sostegno delle viti, la Pimpinella peregrina diffusa nelle selve di Melfi, la Rosacea-pruno coltivata nei campi e nei vigneti del Vulture.

Il patrimonio boschivo del territorio di Melfi è costituito da boschi ad alto fusto.

A Nord-Ovest è situato il bosco della Cisterna, con prevalenza di querce, ad Ovest il bosco della Frasca (querce e cerro) e a Sud-Ovest il bosco Laviano (Castagni).

Aree limitate di bosco ad alto fusto si trovano a Nord-Est località Masseria Parasacco, a Nord Ovest e a Sud-Est in quella di Madonna di Macera (castagni)

Il disboscamento e la caccia hanno causato la scomparsa di animali selvatici.

Un tempo nei boschi del Vulture vi erano i cervi, gli orsi, gli avvoltoi ed i caprioli.

Oggi sul Vulture si incontrano ancora il cinghiale, l’istrice, il riccio, la lontra. la martora, la volpe, il ghiro; tra gli uccelli, lo sparviero da colombi, il falco di palude e la

Lungo il fiume Ofanto, soprattutto nei luoghi acquitrinosi, sono presenti il beccamoschino, il corriere piccolo, l’airone e la spatola, mentre d’inverno compaiano il cormorano e la pesciaiola.

E’ da segnalare che l’Azienda di Stato per le foreste demaniali ha istituito nel 1971 una riserva naturale in località “Grotticelle”  di Monticchio, nel comune di Atella; uno dei pochissimi esempi di un’area protetta, nata per la tutela di un piccolo insetto, la farfalla Bramea europea (Brahamaea europea) fossile vivente scoperto nel 1963, di grande interesse scientifico.

Economia

L’economia del Vulture-Melfese è caratterizzata dall’attività agricola.

Le colture principali sono i cereali e soprattutto il frumento, che occupa il 50% della superficie agraria ed il cui sviluppo è dovuto anche alle migliori tecniche agrarie.

L’orticoltura è localizzata nei terreni pianeggianti, tra le colture legnose la vite trova condizioni favorevoli di clima e di suolo con la produzione dell’Aglianico del Vulture, vino a denominazione di origine controllata, molto commercializzato.

Altre varietà sono la Malvasia ed il Moscato.

E’ presente l’olivo che trova condizioni ambientali molto favorevoli.

Il patrimonio zootecnico è esiguo.

L’allevamento dei bovini ha acquistato una certa importanza grazie ad alcune aziende che si sono modernizzate.

Le risorse del sottosuolo sono date soprattutto dalle sorgenti di acque minerali presenti in particolare nelle vicinanze di Monticchio Bagni.

L’area industriale più importante è presente a Nord del territorio di Melfi in località San Nicola di Melfi, dove dal 1982 sono sorti numerosi insediamenti industriali, seguiti poi nel 1992 dallo Stabilimento SATA della FIAT e dal suo indotto.

Gastronomia

Il piatto tipico è la “maccuarnar”, una pasta fresca che si prepara con un matterello in metallo con lame affilate e si condisce con sugo di coniglio o di maiale.
        
Tradizionali sono le “scartellate”, dolci di farina fritti e cosparsi di miele o vincotto, i “calzoncelli”, piccoli panzerottini imbottiti con un impasto di castagne lessate e cioccolata cotti al forno o fritti, le “pettole”, porzioni di pasta ben lievitata fritta e condita col vincotto.

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