Melfi Click

29/04/2013
Riaperta la struttura di Sant'Abruzzese, chiusa dal 2008

Speciale “Piscina Comunale”

Un approfondimento sulla storia dell'impianto, sulle scelte politiche e sui lavori di riqualificazione

Speciale “Piscina Comunale”

Finalmente l’inaugurazione.
Un plauso ai funzionari del Comune, a tutti gli uffici e agli assessori che hanno collaborato, con un lavoro di squadra da tenere come esempio per altre sfide; è stato ottenuto il risultato migliore con il minore dispendio di risorse finanziarie.
Con professionalità è stata garantita qualità del lavoro, insieme a legalità e imparzialità delle procedure.
Le parole del testimonial di eccezione Emilio Frisenda, cittadino lucano di Montescaglioso, non solo campione di nuoto ma uomo sensibile di grande volontà, colgono in pieno il senso dello sforzo collettivo che è stato fatto.
“E’ una questione di libertà” ha detto Frisenda, per un uomo come lui, affetto da disabilità fisica motoria causata da un incidente, la possibilità di fare sport a livello professionistico non è solo una sfida a migliorarsi ma uno strumento per affermare la massima libertà possibile, di potersi realizzare secondo le proprie inclinazioni, di superare le barriere e le ristrettezze dovute alla fragilità umana.
Per i melfitani è stata ripristinata una opportunità, una occasione di svago, di sport un elemento utile per il benessere della nostra meravigliosa comunità.
Insieme dobbiamo utilizzarla, educare le giovani generazioni a preservarla e a frequentarla, a migliorarla, a farne capire l’importanza e il valore anche nei prossimi anni durante i quali la piscina funzionerà senza dover attendere una nuova chiusura per renderci conto di una delle cose buone che abbiamo e che ci è stata consegnata grazie ai sacrifici fatti 40 anni fa da cittadini amministratori della nostra città.

Breve storia dell’impianto
La piscina comunale a Melfi inizia a funzionare a metà degli anni ’80, con l’iniziale gestione diretta del Comune, in un’epoca oramai lontana in cui era possibile per i comuni assumere personale da impiegare nei servizi pubblici.
Si viveva un contesto territoriale molto diverso da quello attuale, caratterizzato dall’assenza di un impianto analogo in tutto il vulture-melfese-alto bradano; la piscina di Melfi era l’impianto di riferimento per i comuni dell’area.
Dopo il primo periodo, fino al 31 maggio 2008, con alcune interruzioni, la gestione è sempre stata affidata a terzi.
Il primo gestore è stata l’associazione sportiva AUDAX NUOTO, del Prof.Quaranta, dalla fine degli anni ‘80 fino a giugno 1994.
Da luglio 1994 fino a dicembre 1997 ha gestito la piscina la Cooperativa Dedalo rappresentata da Fernando Calabrese.
Successivamente, fino al 30 maggio 2008, la gestione dell’impianto è toccata alla cooperativa Pegaso rappresentata da Maurizio Viggiano.
A maggio 2008 il Comune chiude la piscina.
Causa principale della chiusura il venir meno dell’equilibrio economico per la diminuzione dell’utenza, dovuta all’apertura di nuovi impianti nell’area del Vulture (Rionero, Venosa, Pescopagano) e dell’aumento dei costi di gestione dell’impianto tutti a carico del gestore.


La decisione politica
Dopo le elezioni di maggio 2011 la nuova Giunta si occupava subito della piscina.
Con la delibera di Giunta n.3 del 5/7/2011 è stata avviata la valutazione della situazione. Si apprendeva che nel novembre 2007 il Comune aveva dato indirizzi per predisporre un progetto di ristrutturazione radicale dell’impianto (demolizione e ricostruzione), che prevedeva una spesa iniziale di circa 4 milioni di euro, ridotti poi a circa 2 milioni di euro, finanziati con un debito bancario.
Il progetto di ricostruzione approvato, nonostante il notevole investimento, non cambiava nella sostanza la funzionalità dell’impianto (rinnovo degli impianti tecnologici, abbassamento della tetto e riduzione della profondità della vasca, livellata a max 1,7 mt. di altezza).
Con la delibera di Giunta n.51 del 18/11/2011 si impartivano indirizzi per procedere con la “ristrutturazione leggera” dell’impianto, alla luce delle nuove e più restrittive norme sul patto di stabilità, tutt’ora vigenti, che bloccano i Comuni nel fare nuovi investimenti con risorse del Comune o con debiti finanziari.
Svolte le procedure, l’ufficio ha dato corso celermente ai lavori, iniziati alla fine di febbraio 2012, conclusi nel mese di luglio dello stesso anno.
Sono stati spesi in tutto 309 mila euro.
Il rapporto tra la spesa sostenuta e i risultati ottenuti, da verificare alla prova dei fatti e della gestione futura, sembra molto buono.

I lavori svolti
Sono stati risolti problemi storici dell’impianto.
A partire da quello più banale: l’impianto adesso esiste nel catasto urbano; può sembrare assurdo ma prima la piscina comunale non era accatastata, non esisteva sulle mappe ufficiali. E’ stata per la prima volta verificata e certificata l’agibilità e la tenuta statica della struttura edilizia.
La tribuna per il pubblico, per la prima volta, è stata finalmente resa agibile e utilizzabile, per adesso fino ad un massimo di 100 persone. Sono state installate le sedie per gli spettatori. Adesso c’è un piano di emergenza, per la sicurezza degli operatori e del pubblico, con gli estintori, la segnaletica etc…
L’impianto elettrico è stato messo a norma, certificato e completato con la gabbia di faraday e con un gruppo di continuità in grado di mantenere la luminosità necessaria per l’evacuazione in caso di assenza di energia elettrica.
E’ stata fatta la riparazione e la integrazione degli infissi, delle vetrate e delle pareti dotate di pannelli colorati e quindi gradevoli ma nel contempo aventi la funzione di migliorare l’isolamento termico. Docce e spogliatoi sono stati meglio attrezzati con l’installazione di armadietti, panche e asciugacapelli anti-infortunio.
E’ stato installato un sistema di videosorveglianza dell’impianto; è stata sistemata la segnaletica esterna e il verde.
E’ stato installata una nuova caldaia a metano a risparmio energetico; l’efficienza termica è salita dal 56% al 97%.
Ma soprattutto è stato risolto l’antico problema dell’impianto idraulico che influiva sulla qualità dell’acqua nella vasca. Questo è un grande passo in avanti reso possibile grazie alla realizzazione sapiente dell’impresa Risolo.
Dall’inizio la vasca aveva due punti di immissione dell’acqua calda in superficie e un punto di scarico nella parte più profonda; un errore di realizzazione che ha sempre condizionato molto la qualità dell’acqua e la gestione dell’impianto.
Le conseguenze erano la presenza di impurità in superficie, l’incompleta depurazione dell’acqua, la temperatura dell’acqua non omogenea.
La sostituzione completa dell’impianto idraulico si è sostanziata:
1. nella sostituzione integrale dei tubi in metallo con materiali non ossidabili.
2. con l’inversione del flusso di ricircolo e di depurazione dell’acqua;
a) sul fondo della vasca, adesso, sono stati installati 24 punti, disposti su 4 file,  per l’immissione dell’acqua calda dal basso, distribuiti su tutta la vasca, per cui l’acqua calda salirà dal fondo della vasca verso l’alto, garantendo una migliore e più omogenea tenuta della temperatura dell’acqua con minor dispendio di energia.
b) la rigenerazione dell’acqua è garantita dall’unico punto di fuoriuscita, collocato in superficie, che faciliterà la rimozione automatica delle impurità, inviando l’acqua verso la vasca di compenso e di filtraggio.
In sintesi  avremo l’acqua più pura, più calda e meno costosa, almeno questi sono stati gli obiettivi su cui abbiamo lavorato.

La gara per selezionare il gestore
Mentre si completavano i lavori, parallelamente l’amministrazione si occupava di attivare le procedure per garantire la gestione, cioè per selezionare il gestore.
La scelta importante, del Consiglio Comunale, è stata quella di qualificare come di interesse pubblico il funzionamento dell’impianto; per questo è stato previsto anche la possibilità di partecipare in parte ai costi di gestione.
Con la delibera del Consiglio Comunale n.6 del 1 marzo 2012 è stata definita la direttiva per l’affidamento in gestione per 5 anni della piscina; la maggioranza ha impegnato il Comune di Melfi a sostenere la gestione con un contributo annuo non superiore a 70 mila euro.
Con la delibera n.70 del 29/05/2012 la Giunta Municipale ha approvato la direttiva di dettaglio per procedere all’indizione della gara di appalto; subito dopo, con celerità, l’ufficio ha indetto la gara pubblica per la gestione dell’impianto con determinazione dirigenziale n. 245  del 6.07.2012. In data 10.07.2012 è stato pubblicato il bando di gara. Il 21 agosto 2012 è stata esperita la procedura di gara.
Il 23 agosto 2012 è stata aggiudicata la stessa al raggruppamento temporaneo (RTI) ASD ADRIATIKA NUOTO /SSD srl PISCINA 90; con determina dirigenziale n.309 del 23.08.2012 è stata dichiarata l’aggiudicazione subordinata, ovviamente, all’esito dei controlli relativi ai requisiti di legge.
In data 27.08.2012 è iniziata la verifica dei requisiti (una ventina circa) con richiesta ai vari uffici pubblici, verifica che purtroppo si è chiusa il 17/12/2012 con la dichiarazione di decadenza dall’aggiudicazione definitiva del citato RTI AdriatiKa Nuoto/SSd srl Piscina 90 per mancanza  dei requisiti richiesti dal disciplinare di gara (certificazione DURC irregolare); va sottolineato che gli interessati non hanno presentato alcun ricorso, a testimonianza del lavoro attento, rigoroso e imparziale condotto dall’ufficio del Comune.
Infine, con atto dell’ufficio del 28/01/2013, dopo aver nuovamente esperito la verifica dei requisiti sulla seconda società partecipante alla gara, la concessione è stata aggiudicata alla Pegaso.


A cura dell'ufficio stampa del Comune di Melfi (Pz)