lunedì 27 agosto 2012 Cronaca
«Cassotta è libero non per un “errore giudiziario” nè per “un cavillo” nè per “scadenza termini”, ma per la «corretta applicazione di una norma di legge»

L’avvocato Cassotta replica al Quotidiano sulla scarcerazione di Massimo Aldo Cassotta

«Persino l’obbligo di dimora verrebbe a cadere e a quel punto sì che Cassotta sarà tornato a tutti gli effetti a piede libero»

Segnala questa notizia ai tuoi amici con una email
A:
Da:
Messaggio:
Don Cozzi
Don Cozzi - Don Cozzi © n.c.

Botta e risposta  tra  il Quotidiano della Basilicata e l’avvocato G. Cassotta a seguito della scarcerazione di Massimo Aldo Cassotta, boss di primo piano della mala del Vulture-Melfese, scarcerato dai giudici della corte d'assise di Potenza, per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Detenuto dal 22 luglio del 2008 in seguito all'omicidio del boss rivale Giancarlo Tetta, Cassotta era stato condannato a 16 anni di reclusione per reati di stampo mafioso.
Di seguito vi mostriamo uno stralcio del botta e risposta tra le parti riportato dal Quotidiano della Basilicata

“Se Massimo Aldo Cassotta, è libero di scorrazzare per Melfi non è per un “errore giudiziario” nè per “un cavillo” nè per “scadenza termini”, ma per la «corretta applicazione di una norma di legge».
E’ quanto sostiene l’avvocato Giorgio Cassotta che ha deciso di intervenire a tutela del suo assistito, dopo che il Quotidiano ha scovato la notizia dell’avvenuta scarcerazione del 39enne pregiudicato per ricettazione e spaccio di monete false, a capo - secondo gli investigatori - di uno dei clan più pericolosi della mala lucana che da vent’anni a questa parte ha ingaggiato una faida senza quartiere per il dominio criminale nell’area nord della regione.
E’ questo quello che si legge sulle pagine del Quotidiano della Basilicata
Alla base della decisione della Corte d’assise d’appello di Potenza, che ha accolto l’istanza presentata proprio dall’avvocato Cassotta lo scorso 26 luglio, i quattro anni trascorsi dall’arresto per l’omicidio di Giancarlo Tetta, trucidato il 2 aprile del 2008 con sei colpi di pistola a distanza ravvicinata in una zona periferica di Melfi. Quattro anni per i reati meno gravi sono il termine massimo consentito per una misura cautelare qualora non intervenga una sentenza definitiva sui fatti in questione, al netto delle sospensioni generalmente disposte dai giudici nelle varie fasi del processo, per esigenze nelle procedure. Nel caso di Cassotta, dal momento che in secondo grado, a luglio del 2011, è stato assolto per l’omicidio e condannato a 16 anni “soltanto” per mafia ed estorsione, il termine maggiore di sei che era previsto, si è ridotto proprio a quattro.
E’ questo , quindi il motivo per cui Aldo Cassotta è di nuovo libero
«Da diverso tempo - scrive il suo legale - il signor Cassotta Massimo si vede costantemente oggetto di articoli giornalistici i quali, ben lontani dal ripercorrere correttamente la vicenda giudiziaria di quest’ultimo, si concentrano sulla proposizione delle più disparate tesi investigative o, come nel caso dei costanti, e sempre pubblicati, interventi di Don Cozzi, esprimo vere e proprie illazioni del tutto campate in aria». Il sacerdote di Libera e il Quotidiano sono il principale bersaglio dell’avvocato che non solo in qualità di difensore «ma anche come cittadino» stigmatizza «questo modo di fare informazione» e rivendica il principio che la legge sia sempre uguale per tutti. Dunque la scarcerazione di Massimo Cassotta «con buona pace» del Quotidiano e di Don Cozzi non sarebbe «un’abominio del diritto né una manovra di “forze oscure” né qualunque altra fantasiosa ipotesi vogliate formulare».

Perché a leggere il tenore degli articoli pubblicati dal Quotidiano, «alcuni anche a firma del sempre presente Don Cozzi», sembrerebbe «che la legge sia giusta solo quando condanna o quando consente di sostenere una determinata tesi, mentre quando un processo approda a risultati del tutto diversi da quelli “pubblicizzati” dagli organi di stampa allora, di colpo, si finisce nella demagogia della critica alla legge ed ai giudici, paventando collusioni o intrighi degni di sceneggiature cinematografiche!»

Per completezza l’avvocato ribadisce più volte che Massimo Cassotta è stato assolto dall’omicidio di Giancarlo Tetta, che non ha mai riportato nessuna condanna definitiva per associazione mafiosa o per fatti di sangue, e che il “clan Cassotta” ad agosto 2012 «non esiste giudizialmente, perché mai è intervenuta alcuna sentenza definitiva che ne abbia sancito l’esistenza».
Insomma per rispetto dei cittadini «andrebbe più spesso ricordato che Massimo Aldo Cassotta è solo imputato (e non condannato) per fatti non ancora coperti da giudicato e che per quei fatti tanto chi scrive, nella qualità di difensore, quanto il signor Cassotta sono in attesa di poter leggere la motivazione della Corte di assise di appello di Potenza anche nella parte in cui ha assolto il signor Cassotta dall’omicidio di Giancarlo Tetta per non aver commesso il fatto».


Per quanto si protrarrà quest’attesa, da cui dipendono l’instaurazione dell’ultimo grado di giudizio sulla vicenda (se la procura generale dovesse decidere di ricorrere tra i capi d’imputazione tornerebbe anche l’omicidio di Giancarlo Tetta, ndr), l’assoluzione o la condanna di Massimo Cassotta - quindi il suo ritorno dietro le sbarre -, ovviamente l’avvocato non lo sa. Fatto sta che se dovesse passare ancora qualche mese, persino l’obbligo di dimora verrebbe a cadere in maniera inesorabile. E a quel punto sì che il suo assistito sarà tornato a tutti gli effetti a piede libero.”
 

Commenta la notizia

Non verranno convalidati i commenti che:

  • Violano la legge sulla stampa
  • Sono contrari alle norme imperative dell’ordine pubblico e del buon costume
  • Contengono affermazioni non provate e/o non provabili e pertanto inattendibili
  • Sono scritti in chiave denigratoria
  • Contengono offese alle istituzioni o alla religione di qualunque fede
  • Incitano alla violenza e alla commissione di reati
  • Contengono messaggi di razzismo o di ogni apologia dell’inferiorità o superiorità di una razza, popolo o cultura rispetto ad altre
  • Contengono messaggi osceni o link a siti vietati ai minori
  • Includono materiale coperto da copyright e violano le leggi sul diritto d’autore
  • Contengono messaggi pubblicitari, promozionali, catene di S. Antonio e segnalazioni di indirizzi di siti web non inerenti agli argomenti trattati
  • Contengono messaggi non pertinenti all’articolo al quale si riferiscono.
{ "items": [{ "data_inizio": "2013/12/01", "data_fine": "2013/12/01", "immagine": "http://livenetwork.blob.core.windows.net/skinoverlay/Corato/cornice/quinto-cornice.jpg", "href_immagine": "https://www.facebook.com/photo.php?v=10200778094078546&set=vb.638337366217227&type=2&theater", "attivo":"si", "colore_sfondo":"#0A1622", "top":"180" }] }

Le più commentate

Le più lette del mese