L'area protetta comprende numerosi comuni tra Melfi, Rionero, Atella, Barile

Il Parco del Vulture è diventato realtà

Proposta approvata a maggioranza dal consiglio regionale

Attualità
Melfi martedì 07 novembre 2017
di La Redazione
Monte Vulture
Monte Vulture © web

“Un’offerta spezzettata di servizi non ha la stessa forza ed efficacia che racchiude in sé l’istituzione di un Parco, che armonizza al suo interno voci differenti, ma legate da un unico sistema di controllo, gestione e fruizione di beni e servizi. La nascita di un nuovo Parco risponde alla crescente domanda da parte di un’utenza esigente che oggi cerca il contatto con la natura e va al tempo stesso alla ricerca di nuove proposte turistiche e culturali”.

E’ quanto ha affermato l’Assessore all’Ambiente e Energia della Regione Basilicata Francesco Pietrantuono a margine dell’Istituzione, oggi in Consiglio Regionale, del “Parco Naturale Regionale del Vulture”,

Si tratta di una perimetrazione concertata con il territorio e con le popolazioni locali che comprende un’area centrale coincidente con la zona speciale di conservazione (ZSC) e zona di protezione speciale (ZPS) ”Monte Vulture” dalla quale si diramano corridoi ecologici.

Le Amministrazioni pubbliche interessate dalla creazione del Parco, oltre alla Regione Basilicata, sono la Provincia di Potenza, l’Area Programma Vulture Alto Bradano, i Comune di Melfi, Rionero in Vulture, Rapolla, Barile, Ripacandida, Ginestra, San Fele e Atella.

Tale delimitazione coniuga il concetto di zona protetta con l’idea di rete ecologica formata da elementi di elevato valore ecologico, collegamenti lineari funzionali e aree naturali poste lungo linee ideali di passaggio della fauna denominati corridoi ecologici e stepping stone.

Il Parco sorge in un territorio a forte valenza naturalistica e paesaggistica dove il patrimonio geologico, storico e antropologico da tutelare e conservare è notevole.

“Coniugare la difesa del territorio, la biodiversità ed i sistemi naturali, a partire dalla difesa delle specie e degli habitat, con lo sviluppo economico e competitivo della regione è uno degli obiettivi principali - ha aggiunto l’assessore - che bisogna perseguire al fine di promuovere il benessere e lo sviluppo dell’intera area, anche attraverso il recupero della cultura e dei mestieri tradizionali".

"La novità apportata dai Parchi – ha concluso Pietrantuono - è stata quella di aver cercato di coniugare la conservazione delle risorse naturali con l'uso sociale delle stesse e con la ricerca dello sviluppo compatibile per le popolazioni insediate”.



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