di Rosa Albis
Una Rapolla più pulita. È la finalità del progetto svolto da tutte le classi di scuola elementare dell’Istituto comprensivo “Mons. Caselle” del centro vulturino, in collaborazione con il Comune e l’Aato 1 rifiuti di Basilicata, che hanno finanziato l’iniziativa per un importo totale di diecimila euro.
Nei Comuni del Vulture, secondo i dati trasmessi dall’ente comunale, Rapolla, con il 2,4% di materiale differenziato, si colloca ultima in graduatoria. Al primo posto c’è Forenza (13,7%), seguita da Lavello (9,9%), Ripacandida (9,4%), Palazzo San Gervasio (8,6%), Ginestra (6,8%) e Melfi (4,7%). Dalle interviste dei bambini rivolte ai propri genitori, è emerso che si effettua poca raccolta differenziata, per mancanza di tempo, scomodità della separazione in casa, ma soprattutto per la carenza dei servizi urbani di raccolta. Tutte le classi, se pur con metodologie diversificate adeguate all’età dei bambini, hanno affrontato il problema dell’accumulo dei rifiuti e conosciuto le varie modalità di smaltimento (discarica, termovalorizzatore, compostaggio).
Un’attenzione particolare è stata riservata ai temi della raccolta differenziata e del riciclaggio. Inoltre, sono stati attivati laboratori di manipolazione per la realizzazione di oggetti con materiale riciclato. In particolare, i bambini hanno scoperto che un tempo tutto si riutilizzava: i vestiti smessi venivano dati ai più poveri o rivoltati; i cibi avanzati venivano dati agli animali e con i loro escrementi, uniti alla paglia, si faceva il letame, il fertilizzante naturale dei campi. La cenere del camino era il detersivo per le stoviglie e la biancheria.
L’industria non esisteva ancora e i pochi prodotti dell’artigianato erano così scarsi e costosi che prima di buttarli, dovevano essere ben sfruttati. Oggi, invece, si producono tonnellate di rifiuti, quasi 37 milioni nel solo 2007. Quasi la metà delle cose che buttiamo sono imballaggi, mentre trenta anni fa erano esattamente la metà.
Gli alunni hanno anche sollecitato l’amministrazione su una diffusione più capillare della raccolta differenziata. L’ente si è impegnato a fornire maggiori informazioni ai cittadini e a istituire nel tempo zone di raccolta, eliminando gli antiestetici cassonetti ora presenti nelle diverse strade di Rapolla e proponendo ai cittadini di separare i rifiuti in casa. “L’amministrazione comunale di Rapolla – ha spiegato il sindaco Michele Sonnessa – vuol far sì che ciò che buttiamo via venga trasformato da rifiuto in risorsa, attraverso un nuovo sistema di raccolta dei rifiuti urbani, non più attraverso il cassonetto, ma porta a porta”.