Il primo romanzo in vetrina è Malvarosa( Ed. Rizzoli, 2005), di Raffaele Nigro.
Nigro è nato a Melfi nel 1947, vive e lavora a Bari, dove è caporedattore della sede Rai. E’ autore di: I fuochi del Basento (1987), Premio Supercampiello), Il piantatore di Lune (1991), Ombre sull’Ofanto (1992, Premio Grinzane Cavour), Dio di Levante (1994), Diario mediterraneo (2000, Premio Cesare Pavese) e Viaggio a Salamanca (2002), Giustiziateli sul campo - Letteratura e banditismo da Robin Hood ai giorni nostri(2006), ed altri ancora. E’ appena stata pubblicata la raccolta di poesie Maschere serene e disperate (Manni Editore 2008). I suoi libri sono tradotti in molte lingue.
Il romanzo ha vinto numerosi premi letterari piazzandosi al terzo posto del prestigioso Supercampiello. Il libro è molto bello, racconta la storia di Eustachio Petrocelli attraverso le sue complesse vicende esistenziali.
I racconti sono narrati dal protagonista al suo compagno di prigione El Houssi, un tunisino musulmano che vuole ascoltare le sue vicende per far trascorre il tempo e per trascriverle. Eustachio è un venditore abusivo di reperti archeologici, un essere che vive di espedienti illegali per procurarsi quanto gli serve da vivere, dotato di un formidabile olfatto, che gli consente, tra l’altro, di avvertire a distanza l’odore dei morti e della muffa e di identificare quindi con sicurezza necropoli o singole tombe. Il viaggio che i due compiono attraverso le vicende del protagonista percorre quindici anni del secolo scorso, quelli che vanno dalla metà degli anni Sessanta alla fine degli anni Settanta.
In questo periodo si susseggono numerose storie, in cui il protagonista entra in contatto con diversi personaggi attraversando tutto il continente, dall’area di Metaponto a terre lontane e sconosciute, come il Medio Oriente e gli Stati Uniti. La storia si muove su due piani, e in due tempi distinti: il racconto della vita passata di Eustachio e quello delle vicende presenti dei due prigionieri, sequestrati da guerriglieri algerini e rinchiusi in una torre di avvistamento, alla ricerca di una via di fuga dalla loro prigione.
Le vicende sono tante, dalla vita del nobile barone Federico Maria Telesio, che per non vedere gli scempi paesaggistici e gli abusi edilizi che si stanno compiendo vicini al suo castello, si ritira in casa; alla vicenda in cui il codardo Eustachio, innamorato di Soukeyna che gli darà una figlia, si nasconde dietro la sua immaturità e non riconscerà la figlia. In un’altra storia, le riflessioni di una madre che rimasta sola dopo anni di amore e sacrifici dietro la famiglia, chiede alla madre di Eustachio, “E li abbiamo trattati male questi figli? Non mi pare proprio, commara, non mi pare. Dove abbiamo sbagliato?”. Sfoghi e sentimenti in cui più di qualcuno potrebbe riconoscersi. Nel libro vi sono anche numerosi riferimenti ai problemi del Meridione, alle campagne svuotate, ad “un sonno che ci tiene fuori del tempo e del mondo, pietrificati e impediti a fuggire”, alla malavita diffusa nel territorio.
Nel personaggio di El Houssi c'è uno dei temi presenti in molte opere di Nigro, rendere il Mediterraneo un luogo di incontro e di scambio politico e culturale tra due mondi, quello arabo e quello cristiano, che si stanno sempre più allontanando fino a diventare nemici.
La scrittura è quella caratteristica di Nigro, piena di colori e suggestioni. Con le descrizioni vive di quello che stiamo leggendo.