Con l’avvicinarsi della primavera arrivano in massa anche loro: le tanto temute malattie esantematiche! Morbillo, scarlattina, varicella.. Una volta quasi ogni bimbo nell’età dell’asilo le contraeva e il loro decorso era piuttosto lungo e fastidioso. Oggi, invece, molte di queste malattie si possono prevenire, grazie al ricorso ai vaccini, alle conoscenze più precise sulla loro trasmissione e sui tempi di incubazione e all’uso di antibiotici mirati che le rendono quasi immediatamente innocue. Il termine "esantema" deriva dal greco (εξανθέω = sbocciare) e viene utilizzato per indicare un ampio gruppo di eruzioni cutanee, che in età pediatrica prendono appunto il nome di malattie esantematiche. Alcune sono elencate numericamente (prima, seconda, terza, quarta, quinta, sesta malattia) secondo l'ordine con cui sono state descritte per la prima volta nella letteratura medica. Vediamo nel dettaglio quali sono le malattie maggiormente diffuse e come difendere i più piccoli dal loro attacco.
Scarlattina
La scarlattina è una malattia infettiva acuta contagiosa, caratteristica dell'età pediatrica che, a differenza di rosolia e varicella, è provocata da batteri ed in particolare da un'esotossina pirogena, prodotta da alcuni ceppi di Streptococcus pyogenes (streptococchi beta emolitici di gruppo A). Si tratta di un microrganismo che si annida frequentemente nella bocca ed è responsabile anche di altre malattie, come la tonsillite acuta febbrile. Per l’esistenza di più ceppi batterici, la scarlattina può comparire più di una volta nella vita. La trasmissione avviene mediante le vie aeree per contatto con il muco o la saliva di un paziente infetto (emesse con un colpo di tosse o semplicemente parlando). Il batterio penetra così attraverso le mucose delle vie aeree superiori e determina l'infezione.Il picco di incidenza si verifica nel tardo autunno-inverno ed in primavera.L'incubazione dura, in media, 2-5 giorni, quando iniziano a comparire i primi sintomi.Nella fase iniziale della malattia il sintomo è solo un lieve arrossamento della gola. Poi compare la febbre che aumenta rapidamente e il secondo giorno possono apparire in gola le caratteristiche placche di pus. La lingua dapprima si ricopre di una patina bianca, poi si desquama e assume un colore rosso vivo (lingua a fragola). Le macchie si presentano dopo due giorni dalla comparsa dei primi sintomi.
La pelle si ricopre di minuscoli puntini fitti e rilevabili al tatto. All’inizio le macchie, di un rosso vivo, si concentrano di più in alcune zone, come le ascelle, la piega del gomito e l’inguine del bambino. Poi appaiono su tutto il tronco, sulle cosce e sulla parte alta delle braccia, infine sul volto. Non compaiono macchie nella zona intorno a labbra, naso e mento. L’esantema dura all’incirca tre o quattro giorni per poi scolorire e lasciare talvolta la pelle desquamata.La diagnosi si basa sulla clinica e sulla comparsa del caratteristico esantema confortata dall'esame colturale del tampone faringeo. Esistono anche test rapidi (sempre su tampone faringeo). Il titolo antistreptolisinico del siero aumenta progressivamente nel corso di 2-3 settimane. Oggi , grazie all’impiego degli antibiotici, la scarlattina si manifesta solo in forme leggere che non provocano complicazioni serie. Se però viene trascurata a lungo,l’infezione può estendersi alle orecchie, alle ghiandole linfatiche del collo, alle articolazioni, ai reni e perfino al cuore.Il bambino va tenuto a riposo se appare stanco e abbattuto. Sarà bene poi isolare il piccolo malato da altri bambini, per evitare il contagio almeno fino al quarto giorno dall’inizio della cura con i farmaci. Il pediatra prescriverà una cura a base di antibiotici, che vanno somministrati per almeno 10 giorni. Consiglierà anche farmaci per abbassare la febbre o per alleviare gli altri sintomi.
Rosolia
È un’infezione causata dal virus Rubivirus, ed è classificata tra le malattie esantematiche anche se molto spesso compare senza causare sfoghi. I periodi più a rischio di contagio sono l’inverno e la primavera. Ogni 3-10 anni, molto più spesso in comunità come le scuole e gli asili, si registrano vere e proprie epidemie. Se colpisce i bambini, la rosolia viene considerata una malattia lieve che guarisce spontaneamente e non lascia tracce. È molto pericolosa, invece, se contratta in gravidanza per le conseguenze che può avere sul neonato. Dopo un periodo di incubazione che va dai 12 ai 20 giorni, la rosolia si presenta con febbre poco alta e ghiandole del collo che appaiono ingrossate. Negli adulti, invece, i sintomi possono essere più marcati e la febbre alta. Solitamente le macchie della rosolia, di colore rosa pallido, compaiono prima di tutto sul volto, poi sul torace e sulla schiena, infine su braccia e gambe. Si tratta di macchie leggermente in rilievo, in genere abbastanza distanziate tra loro e, in certi casi, possono essere confuse con quelle della sesta malattia o della scarlattina. Altre volte, invece, la rosolia non provoca nessuna eruzione.Di solito la rosolia guarisce spontaneamente dopo quattro-cinque giorni. Le complicazioni, nei bambini, sono rarissime. Si tratta in prevalenza di disturbi alle braccia e alle gambe che si manifestano con forti dolori alle articolazioni. Molto più serie sono le conseguenze della rosolia contratta nei primi quattro mesi di gravidanza. Il bambino, infatti, potrebbe nascere con seri problemi a carico del cuore, degli occhi e delle orecchie.L’unica avvertenza è di tenere a riposo il bimbo in caso di febbre. Poiché nei bambini le complicazioni sono rare il pediatra sorveglierà solo il normale andamento della malattia. In caso di febbre potrà prescrivere farmaci per attenuarla. Sono anche frequenti i casi in cui i bambini guariscono senza che sia necessaria alcuna medicina.
Varicella
È dovuta a un virus della famiglia degli Herpes, il Varicella Zoster e ogni due-tre anni si registrano vere e proprie epidemie, dovute alla straordinaria capacità di diffondersi di questo virus. Difatti tra gli adulti, essendo una malattia molto contagiosa, è difficile che vi siano soggetti non ancora immuni alla varicella. Un eventuale caso di contagio in età avanzata, però, è da tenere bene sotto controllo, perché abitualmente grave. In particolare, se contratto da donne in gravidanza il virus può danneggiare il feto. Inoltre, la varicella può comparire più volte nella vita perché talvolta l’immunità ricevuta dalla prima infezione non è completa. A livello epidemiologico i soggetti più a rischio risultano essere i bambini tra i 5 e i 10 anni d'età. Alcuni lattanti possono presentare una parziale immunità, forse acquisita per via transplacentare, che perdura fino ai sei mesi d'età.
Dopo un periodo di incubazione di circa 8-22 giorni, la varicella si manifesta con febbre non altissima, con mal di testa e dolori muscolari. La sua presenza certa si ha solo quando appare la caratteristica eruzione sulla pelle di vescicole. Le macchie, prima rosse e piccole, compaiono sul torace e sull’addome, poi su volto, gambe e braccia. Si trasformano, nei giorni successivi, in vescichette piene di liquido che poi si seccano e lasciano il posto a crosticine molto pruriginose. Per 7-12 giorni possono apparire nuove macchie ovunque. Così, in ogni zona del corpo, possono esserci contemporaneamente vescicole sierose e crosticine. Il bambino non dovrebbe grattarsi perché rimuovendo le croste possono formarsi piccole cicatrici. La complicazione più seria, però, che si verifica nell’uno per cento dei casi è la polmonite varicellosa, un’infezione acuta dei polmoni che a volte può addirittura richiedere il ricovero in ospedale.Va curata molto l’igiene: la pelle va lavata delicatamente con detergenti neutri e le unghie tagliate corte. Se in famiglia ci sono più bambini è meglio non far utilizzare ai fratellini i giochi del malato. Il medico prescriverà farmaci contro la febbre a base di paracetamolo e, per alleviare il prurito, somministrerà degli antistaminici. In alcuni casi può essere anche somministrato un farmaco apposito per bloccare o alleviare il virus.
Morbillo
È la malattia esantematica (cioè con eruzione cutanea) più conosciuta e anche una delle più temute. Si tratta di un’infezione molto contagiosa, provocata da un virus (il Paramixovirus) da non sottovalutare per le complicazioni che può provocare. Il morbillo è una delle malattie più contagiose che esistano, tanto che è molto difficile raggiungere l’età adulta senza essersene ammalati. Da noi la sua diffusione si sta rapidamente riducendo grazie all’uso del vaccino che può essere somministrato ai bambini già in tenera età. Il vaccino è associato a quello della parotite e a quello della rosolia in modo tale da fare un’unica somministrazione per debellare ben tre malattie. Prima di tutto con un’infezione delle vie respiratorie che compare dopo un periodo di incubazione che va dagli 8 ai 12 giorni. Per i primi due - tre giorni si manifesta con una lieve febbre e con un forte raffreddore. La febbre poi sale fino a raggiungere punte di 39-40 gradi e il bambino viene infastidito da difficoltà respiratorie. Spesso appare una tosse secca e a volte la congiuntivite con occhi che prudono, lacrimano e si arrossano. Proprio al culmine di questa fase acuta iniziale compaiono i primi segni che permettono di riconoscere il morbillo: sulla mucosa all’interno delle guance, si formano puntini bianco grigiastri simili a capocchie di spillo. Subito dopo inizia l’eruzione vera e propria: le prime macchie compaiono dapprima intorno agli occhi e dietro alle orecchie. Poi sulla fronte. Dopo altri due o tre giorni si estendono in tutto il corpo del bambino.
Si tratta di macchie rotonde, di colore rosa, di forma irregolare e un po’ in rilievo. Nel giro di un giorno raggiungono il massimo della loro estensione. Dopo cinque - sei giorni, le macchie si attenuano progressivamente e spariscono senza lasciare traccia, sfaldandosi. Il morbillo può provocare complicazioni anche serie. Infatti, una o due volte ogni mille casi, può causare l’ingrossamento della laringe, il condotto che collega la parte alta della gola con la trachea, e provocare conseguenti difficoltà di respirazione. Un problema che richiede un urgente ricovero in ospedale ai primi sintomi. Possono poi insorgere altre complicazioni batteriche come la polmonite e l’otite. Non ci sono farmaci specifici contro il morbillo. Il pediatra, se è il caso, somministrerà solo farmaci per alleviare i sintomi: la febbre, la tosse e l’eventuale congiuntivite. Prescriverà gli antibiotici solo se, al morbillo, dovessero aggiungersi infezioni batteriche (come l’otite). Il morbillo è una malattia che può essere prevenuta tramite vaccinazione (immunizzazione attiva) oppure mediante somministrazione di immunoglobuline (immunizzazione passiva). L'immunizzazione passiva andrebbe effettuata entro 6 giorni dall'esposizione e trova indicazione quasi esclusiva nei bambini di età inferiore ai 6-12 mesi, nelle gestanti e negli immunodepressi.
La 5a malattia
È provocata da un virus (Parvovirus B 19), ed è la più lieve delle malattie esantematiche.Dopo un periodo di incubazione, che oscilla tra i 5 e i 15 giorni, si manifesta con uno sfogo della pelle e raramente con febbre modesta e mal di gola. Le macchie, che in qualche giorno si propagano a tutto il corpo, compaiono dapprima sul viso: tanti puntini ricoprono guance e radice del naso, con una distribuzione "a farfalla" che fa pensare all’impronta di uno schiaffo. Generalmente non causa complicazioni e si cura tenendo a riposo il bimbo in caso di debolezza e con paracetamolo se la febbre dovesse alzarsi oltre i 38,5°.
La 6a malattia
È virale e colpisce i bambini tra i 6 mesi e i 2 anni. È quasi sempre la mamma a trasmettere la malattia al bimbo: il virus può rimanere nell’organismo della donna in fase latente, cioè senza causare sintomi e viene trasmesso per via respiratoria. L’incubazione va da 9 12 giorni e la malattia dà febbre altissima per almeno un paio di giorni. Le macchioline rosa pallido compaiono quando si abbassa la temperatura e determinano la fine dell’infezione. Le complicazioni sono quelle date dalla febbre alta. Si cura tenendo a riposo il bimbo in caso di debolezza e con paracetamolo.