Flora e fauna

La morfologia della città, le sue peculiarità, l’economia, la flora e la fauna.

La città
a cura di Mariada Cerullo
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Il clima e la natura del terreno condizionano il paesaggio vegetale.

Si possono distinguere tre fasce di vegetazione.

La zona di pianura e di collina fino a 500-600 m di altitudine è favorevole alla flora di tipo mediterraneo con boschi di alto fusto latifoglie: pioppo, ontano , frassino, olmo, salice.

Tra i 600 m ed i 1000 m di altitudine si alternano boschi, prati e vegetazione rupestre.

Tra le piante d’alto fusto predomina il cerro, il farnetto e varietà di querce, elci (nel territorio di Monticchio) e castagni (nella zona del Monte Vulture).

Tra le essenze vegetali spicca la ginestra.

Tra i 1000 m e i 1326 m di altitudine domina la faggeta, che si accompagna nelle zone più basse al castagneto.

La vegetazione spontanea conta oltre 970 varietà, che vivono nel sottobosco insieme a colture specializzate quali la vite e l’olivo.

Sulle pendici settentrionali del Monte Vulture vanno ricordate la quercia, il cerro ed il faggio.

Tra le specie arboree ed arbustive diffuse nei campi e nei vigneti di particolare interesse sono una graminacea, l’Arundo donax, a forte sviluppo esterno, che viene coltivata per i fusti usati per il sostegno delle viti, la Pimpinella peregrina diffusa nelle selve di Melfi, la Rosacea-pruno coltivata nei campi e nei vigneti del Vulture.

Il patrimonio boschivo del territorio di Melfi è costituito da boschi ad alto fusto.

A Nord-Ovest è situato il bosco della Cisterna, con prevalenza di querce, ad Ovest il bosco della Frasca (querce e cerro) e a Sud-Ovest il bosco Laviano (Castagni).

Aree limitate di bosco ad alto fusto si trovano a Nord-Est località Masseria Parasacco, a Nord Ovest e a Sud-Est in quella di Madonna di Macera (castagni)

Il disboscamento e la caccia hanno causato la scomparsa di animali selvatici.

Un tempo nei boschi del Vulture vi erano i cervi, gli orsi, gli avvoltoi ed i caprioli.

Oggi sul Vulture si incontrano ancora il cinghiale, l’istrice, il riccio, la lontra. la martora, la volpe, il ghiro; tra gli uccelli, lo sparviero da colombi, il falco di palude e la

Lungo il fiume Ofanto, soprattutto nei luoghi acquitrinosi, sono presenti il beccamoschino, il corriere piccolo, l’airone e la spatola, mentre d’inverno compaiano il cormorano e la pesciaiola.

E’ da segnalare che l’Azienda di Stato per le foreste demaniali ha istituito nel 1971 una riserva naturale in località “Grotticelle”  di Monticchio, nel comune di Atella; uno dei pochissimi esempi di un’area protetta, nata per la tutela di un piccolo insetto, la farfalla Bramea europea (Brahamaea europea) fossile vivente scoperto nel 1963, di grande interesse scientifico.

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