Cinta Muraria

Chiese, strade e piazze storiche, monumenti, palazzi ed edifici storici, insediamenti rupestri.

a cura di Mariada Cerullo
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La cinta Muraria si sviluppa per una lunghezza di circa 3 Km, con uno spessore variabile dai 70 ai 40 cm.

La pietra utilizzata veniva estratta dalla cava ufficiale di Melfi posta in Toppo S. Paolo, in contrada Valchiera.

Nel corso dei secoli Melfi ha avuto quattro ordini di mura: il primo si presume eretto dai Bizantini intorno alla piccola rocca (castello originario), il secondo era l’ampliamento del primo ad opera dei Normanni e scendeva verso il “Pendino”, sino a risalire ed  a racchiudere la chiesa di Santa Lucia e di San Pietro, la Cattedrale rimaneva ancora fuori le mura.

Il terzo ordine fu costruito dagli Svevi, partiva dalla Porta Venosina e racchiudeva Santa Maria dei Longobardi sino alla Cattedrale.

Il quarto ordine, nella sua attuale conformazione, fu ampliato da Ser Gianni Caracciolo II, che negli anni 1456–1460 volle fortificare il suo feudo, circondando la la zona Chiuchiari con il “Portiello di Sant’Antolino”.

In questa zona si svolgeva all’epoca una grande fiera del bestiame, da qui la necessità di circondare l’area con mura, in modo da poter controllare meglio l’ingresso degli animali, impedendo l’accesso a quelli malati, per evitare la diffusione di epidemie e la conseguente moria di bestiame anche locale.

Si notano molti “archi di scarico”, per reggere il peso delle pietre.

Le torri servivano per difendere tutta la città ed evitare eventuali assalti.

Dalle feritoie le sentinelle spiavano e lanciavano le frecce durante gli attacchi dei nemici.

Vi erano delle case dette matte, dove alloggiavano le guardie delle porte, i dazieri.

L’accesso alla città avveniva tramite “quattro” porte incastonate entro le mura, di cui tre (Porta Bagni, Porta Calcinana e Porta Venosina) si aprivano sul prospetto e una sul retro (Porta Troiana).

         Nei pressi di piazza Mercato, oggi piazza Abele Mancini, così chiamata perché dal 1413 si svolgeva il mercato per volere di Ladislao re di Napoli, si apriva Porta Bagni o Maria, la Principale, demolita dopo il terremoto del 1851.

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