Non sembrano diminuire le presenze degli stranieri

Pasqua, presenze in calo nei ristoranti lucani

Tra le cause la congiuntura economica negativa e le previsioni meteo non favorevoli

Attualità
Melfi venerdì 03 aprile 2015
di La redazione
tavolo ristorante
tavolo ristorante © n.c.

Flessione in vista per il numero dei clienti dei ristoranti nei giorni di Pasqua. È quanto emerge dall'indagine condotta dal Centro Studi della Fipe-Confcommercio Imprese per l’Italia presso i suoi aderenti. Nel giorno di Pasqua si prospetta in particolare un calo delle presenze in media dell'11 per cento, con punte più elevate sino al 15-18 per cento in Basilicata, mentre per il giorno successivo, solitamente deputato alle gite fuoriporta, la percentuale sale addirittura, sfiorando il 15%, con punte tra il 22-25% in Basilicata.

"In questi giorni si sente parlare di ripartenza, di luce in fondo al tunnel, ma purtroppo - si legge in una nota di Confcommercio Potenza - questo clima di fiducia non sembra avere ripercussioni positive nel settore della ristorazione. In occasione delle festività pasquali quanti festeggeranno fuori casa saranno assai meno dello scorso anno.

I motivi principali risiedono anche in fattori indipendenti dalla congiuntura economica, in primis le previsioni meteo non favorevoli e il calendario che quest'anno vede la Pasqua agli inizi di aprile, periodo non ancora spiccatamente primaverile. Tutti fattori che concorrono ad alimentare ancora un senso di incertezza e la poca voglia di recarsi fuori casa".

Analizzando nello specifico i dati della Fipe, é possibile vedere quanto la Pasqua "bassa" incida anche sull'attività dei ristoratori: a fronte di una clientela prevista intorno ai 6,4 milioni, per una spesa totale di 264 milioni di euro, i ristoranti in attività saranno il 92% del totale contro il 94% dello scorso anno. Per il 32% dei ristoratori intervistati la clientela da servire per il pranzo di Pasqua sarà inferiore a quella del 2014, con 3,6 milioni di unità previste, ma non manca un 13% che si mostra più ottimista. La flessione, sottolinea infine Fipe, é data sostanzialmente dagli italiani che restano in città, mentre non sembrano diminuire le presenze straniere.

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