​Quasi un milione di italiani è vittima del gioco d’azzardo

24 mila pazienti affetti da DGA, il disturbo da Gioco d’Azzardo

Un gioco che diventa anestesia, che cura i problemi, salvo in realtà distruggerti dall’interno

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Melfi giovedì 22 marzo 2018
di La Redazione
Gioco d'azzardo
Gioco d'azzardo © n.c.

Quasi un milione di italiani è vittima del gioco d’azzardo, oggi considerato un vero e proprio disturbo. Secondo le ultime stime, 24mila pazienti sono infatti affetti da DGA (Disturbo da Gioco d’Azzardo) e tutti loro sono in cura presso strutture come SerT/SerD o cliniche private: se ne contano 184 nel Servizio Sanitario nazionale, 95 tra quelle private. Quest’ultime hanno anche attività cliniche specifiche per affrontare questo tipo di malattia.

Un gioco che diventa anestesia, che cura i problemi, salvo in realtà distruggerti dall’interno. Non ti fa soffrire, ti crea l’illusione di poter ambire ad uno stile di vita tremendamente diverso, e in positivo. Perché giocare non è solo sperare nella vittoria che ti cambia la vita: è avere un turbinio di emozioni, come in qualsiasi altra dipendenza.

In Italia, il problema è di per sé grave. Decisamente. In tutto il mondo, il Bel Paese si trova al settimo posto per perdite in gioco d’azzardo: la maggioranza del popolo italiano sfida la dea bendata alle slot machine e alla lotteria. La perdita annuale media per persona ammonta a 490 dollari.

La Puglia dal canto suo mantiene un ruolo relativamente marginale, sebbene non sia troppo lontana dalla media. Nella graduatoria delle regioni si piazza in ottava posizione, ben lontana dai colossi Lombardia, Lazio e Campania. Il peso della Puglia sull’economia del gambling italiano diventa ancora più chiaro prendendo in considerazione la perdita media annua pro capite. Il dato nazionale è di 339€, mentre la regione si attesta intorno ai 321€. Decisiva probabilmente l’assenza di reali centri di aggregazione del gioco, che costringe i cittadini a rifugiarsi in piccoli centri scommesse.

L’online può essere una soluzione, che pare interessare soprattutto i neo maggiorenni. Un mondo affascinante per i giovani, che però è più difficile da monitorare per quantità di giocate. Potrebbe anche essere l’ora di pensare a una regolamentazione più chiara, che aiuti gli italiani a non essere i più “perdenti” del mondo, in termini di azzardo.

In definitiva, l’Italia è il paese in cui governano le macchinette mangiasoldi: che monopolizzano oltre il 50% del fatturato globale. Il gioco d’azzardo ha inoltre raggiunto un costo difficile da sostenere, un costo di tipo sociale: si configura oggi come una vera e propria dipendenza che ha effetti sulle famiglie e porta a strade ben poco raccomandate.

Gli italiani che hanno giocato almeno una volta sono 17 milioni: 2,5 quelli che lo fanno abitualmente e quindi a rischio dipendenza. La Lombardia è la regione che contribuisce di più alla racconta del gioco d’azzardo con il 19,5% del totale. Lazio ferma al 10,6%, Campania al 9,8%. Seguono Emilia-Romagna (8,3%), Veneto (8,1%) e tutte le altre.

Nell’ultimo accordo tra Stato e Regioni, il gioco d’azzardo sarà dimezzato in 3 anni in termini di punti gioco. E la determinazione delle fasce orarie di apertura e di distanza dai luoghi sensibili toccherà invece ai sindaci.

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