Per la prima volta in Parlamento nel 1996

Elezioni: Pagliuca (FI) riparte per una nuova sfida

A tu per tu con il candidato per la Camera dei Deputati nel collegio di Melfi Matera

Politica
Melfi domenica 18 febbraio 2018
di La Redazione
Nicola Pagliuca, candidato alle prossime elezioni per la Ccamera dei Deputati nel collegio Melfi Matera
Nicola Pagliuca, candidato alle prossime elezioni per la Ccamera dei Deputati nel collegio Melfi Matera © n. c.

Nicola Giovanni Pagliuca, classe 1961, laureato in Scienze Economiche e Bancarie all’Università degli Studi di Siena, è nato e cresciuto a Melfi e dal suo paese oggi riparte per una nuova sfida: tornare in Parlamento, là dove arrivò per la prima volta come «giovane prodigio» della politica lucana nel 1996.

Pagliuca, come mai, ha deciso di candidarsi per la Camera dei Deputati? Il suo nome è comparso solo all’ultimo.

«Sono rimasto distante dalla politica per qualche tempo, pensavo che nel futuro avrei fatto l’allenatore, non più il giocatore in campo. Poi, a qualche giorno dalla pubblicazione delle liste, ho saputo che la nostra zona del Vulture Melfese Alto Bradano non avrebbe avuto alcun rappresentante in posizione eleggibile in lista. E ho avuto, confesso, uno scatto di orgoglio».

È stato in quel momento che ha richiesto la candidatura?

«In realtà, la sollecitazione è arrivata direttamente dal presidente Silvio Berlusconi e da Antonio Tajani, attuale presidente del Parlamento europeo, una persona che conosco e stimo da tanti anni e che, come ben sapete, potrebbe diventare il prossimo premier italiano. Ma soprattutto, ho ascoltato me stesso e continuavo a dirmi che non era giusto lasciare la nostra terra di nuovo senza un rappresentante. Perché vede, il punto è uno: quale futuro vogliamo dare alla Basilicata? Quale al nostro territorio?».

Lei quale futuro immagina?

«Vorrei, anzitutto, una regione capace di offrire più opportunità. A partire dal lavoro. Se dovessi tornare in Parlamento, questa sarebbe la mia priorità. Per far sì che in ogni famiglia della nostra Basilicata ci sia almeno una persona occupata. Per far sì che i nostri giovani non siano costretti ad andar via. L’impoverimento dei cervelli è ciò che di peggiore possiamo fare a questa terra».

Come mai lei crede di essere la persona giusta?

«Mi sono sempre occupato di lavoro, di impresa, di occupazione. So quali sono le esigenze delle aziende, quanto sia importante la leva fiscale per spingerle a investire e so come si fa a rendere attrattivo un territorio. L’ho già fatto quando da sindaco di Melfi attivai il piano di marketing territoriale che portò tanti investimenti e tanta occupazione nel nostro territorio. E so, soprattutto, quanto tutto questo, unito al meccanismo della decontribuzione 3+3, ovvero decontribuzione totale per il contratto di apprendistato per tre anni e decontribuzione e defiscalizzazione anche per il secondo contratto di primo impiego, possa essere utile per stimolare il mercato del lavoro. Infine, ci tengo a dire una cosa».

Cosa?

«I risultati si ottengono lavorando in squadra e dato che il centrodestra sicuramente vincerà le prossime elezioni, a giudicare dai sondaggi, ma non solo, so che potrei contare su un’onda azzurra per noi estremamente favorevole. La Basilicata, con un rappresentante di quell’area politica, potrebbe davvero contare sui tavoli nazionali. Non fuggiamo ancora una volta da un’opportunità come questa».

Ai suoi competitors, Francesca Barra e Gianluca Rospi, vuole dire qualcosa?

«Semplicemente, faccio loro gli auguri per questa competizione. Non sono solito parlare male di altre persone. Sono convinto che una buona politica significhi parlare del proprio programma, portare avanti le proprie idee e, soprattutto, ascoltare i cittadini. Non denigrare gli altri, insultare simboli o, peggio, persone. Una cosa però devo dirla: purtroppo, sto notando che non tutti la pensano come me. Peccato. Mi piacerebbe che riuscissimo ad alzare un po’ il tiro, ad avere una visione. Confrontiamoci sui temi e lasciamo che a parlare, e a convincere, sia la forza delle nostre idee».


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